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Sicurezza sul lavoro, documento Inail su rischio chimico - Opra Lazio
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Sicurezza sul lavoro, documento Inail su rischio chimico

Sicurezza sul lavoro, documento Inail su rischio chimico

Argomento

Salute e sicurezza sul lavoro

Principali contenuti 

L’Inail ha pubblicato il fact sheet “Rischio chimico negli ambienti di lavoro”, dedicato alle norme tecniche che supportano la valutazione dell’esposizione professionale. Il documento ricorda che il rischio chimico non riguarda soltanto industrie chimiche e laboratori, ma può essere presente in quasi ogni attività in cui siano utilizzate o generate sostanze, miscele, polveri, fumi, vapori o aerosol.

Il quadro legislativo è stato aggiornato anche dal D.Lgs. 135/2024, in vigore dall’11 ottobre 2024, che ha esteso la disciplina prevista per gli agenti cancerogeni e mutageni alle sostanze tossiche per la riproduzione. Accanto agli obblighi di legge, assumono rilievo operativo la Uni En 689:2019 e la Uni En 482:2021: sono norme tecniche volontarie, ma sono richiamate dall’Allegato Xli del D.Lgs. 81/2008 e forniscono metodi riconosciuti per effettuare e valutare le misurazioni.

La Uni En 689:2019 disciplina la verifica dell’esposizione per inalazione rispetto ai valori limite di esposizione professionale. Il percorso parte dalla caratterizzazione del luogo di lavoro, delle sostanze, delle attività e delle misure di prevenzione; prosegue con l’individuazione dei gruppi similari di esposizione, cioè lavoratori con compiti, frequenza di attività, materiali e processi comparabili, così da ottenere risultati rappresentativi senza moltiplicare inutilmente i campionamenti.

Per la verifica di conformità sono previsti due percorsi. Il test preliminare può concludersi con tre misure se tutte risultano inferiori a un decimo del Vlep, con quattro se tutte sono inferiori a 0,15 volte il Vlep e con cinque se tutte restano sotto 0,20 volte il Vlep. Questi numeri ridotti sono quindi utilizzabili soltanto quando i risultati sono nettamente lontani dal limite.

Se le concentrazioni sono più elevate e il test preliminare non consente di concludere, occorre il test statistico, basato su almeno sei misure. La valutazione deve dimostrare, con un grado di confidenza almeno pari al 70%, che meno del 5% delle esposizioni supera il Vlep. La campagna di misura non chiude definitivamente il processo: la periodicità delle rivalutazioni dipende anche dalla distanza dei risultati dal valore limite e gli esiti devono essere utilizzati per aggiornare la valutazione del rischio.

Il Manuale Unichim 208 affianca la norma con indicazioni operative sulla scelta dei Seg, sulla pianificazione delle campagne, sui dati inferiori al limite di quantificazione, sulla presenza contemporanea di più agenti chimici e sull’aggiornamento del Dvr. Il messaggio per le imprese non è che ogni valutazione debba necessariamente basarsi su campionamenti: in funzione delle lavorazioni possono essere utilizzati anche parametri tecnici, modelli, algoritmi, control banding e buone prassi. Quando si ricorre alle misure, però, campionamento e interpretazione devono seguire una strategia documentata e tecnicamente affidabile.

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