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EFSA riduce i livelli di sicurezza del TFA con nuove evidenze sul rischio alimentare - Opra Lazio
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EFSA riduce i livelli di sicurezza del TFA con nuove evidenze sul rischio alimentare

EFSA riduce i livelli di sicurezza del TFA con nuove evidenze sul rischio alimentare

Argomento

Rivalutazione tossicologica dell’acido trifluoroacetico (TFA)

Tipo di provvedimento

Aggiornamento scientifico dei valori guida tossicologici (EFSA Scientific Report) 

Principali contenuti

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato una nuova valutazione scientifica sull’acido trifluoroacetico (TFA), rivedendo in modo significativo i valori di riferimento utilizzati per la protezione della salute dei consumatori. Sulla base delle più recenti evidenze tossicologiche, l’Autorità ha infatti ridotto di circa 3,5 volte la dose giornaliera ritenuta sicura, adottando un approccio maggiormente cautelativo nei confronti di questa sostanza.

Il TFA è un composto chimico estremamente persistente nell’ambiente che può originarsi dalla degradazione di diverse sostanze fluorurate, tra cui alcuni PFAS e alcune sostanze attive impiegate nei prodotti fitosanitari. Una volta formato, può contaminare le acque superficiali e sotterranee, il suolo e le colture agricole, arrivando così anche negli alimenti destinati al consumo umano. Per questo motivo il monitoraggio della sua presenza è diventato un tema di crescente interesse nell’ambito della sicurezza alimentare e della tutela delle risorse idriche.

La principale novità introdotta dall’EFSA riguarda la revisione della Dose Giornaliera Ammissibile (DGA), che passa da 0,05 mg/kg di peso corporeo al giorno a 0,014 mg/kg. Contestualmente è stata definita anche una Dose Acuta di Riferimento (ARfD) pari a 0,07 mg/kg di peso corporeo, utile per valutare il rischio derivante da esposizioni di breve durata.

La decisione è stata assunta dopo l’analisi di nuove evidenze scientifiche che hanno evidenziato possibili effetti del TFA sul sistema endocrino. In particolare, gli studi disponibili hanno mostrato alterazioni nei livelli di tiroxina (T4), uno dei principali ormoni prodotti dalla tiroide, fondamentale per la regolazione del metabolismo, della crescita, dello sviluppo e del corretto funzionamento del sistema nervoso. Sebbene permangano alcune incertezze scientifiche, gli esperti dell’EFSA hanno ritenuto opportuno adottare un approccio prudenziale introducendo un ulteriore fattore di sicurezza nel calcolo della nuova DGA.

L’aggiornamento della valutazione è il risultato di un ampio lavoro di raccolta e analisi delle informazioni. Nel corso del 2024 l’EFSA ha infatti avviato una consultazione pubblica acquisendo dati provenienti dalle valutazioni effettuate dagli Stati membri sui prodotti fitosanitari in grado di formare TFA, dai precedenti pareri scientifici dell’Autorità, dagli studi esaminati dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), oltre che dai contributi forniti dall’industria e dal mondo accademico. Alla consultazione pubblica sono pervenuti 177 commenti, tutti esaminati e considerati nella predisposizione del rapporto finale.

Nonostante il significativo avanzamento delle conoscenze, l’EFSA evidenzia come rimangano ancora diversi aspetti da approfondire. In particolare saranno necessari ulteriori studi per chiarire il potenziale del TFA in relazione alla tossicità cronica, alla cancerogenicità, all’immunotossicità e agli effetti sullo sviluppo. Proprio per tenere conto di queste incertezze è stato applicato un ulteriore margine cautelativo nella definizione dei nuovi valori guida.

La nuova valutazione si inserisce nel più ampio programma europeo dedicato alla gestione delle sostanze PFAS, caratterizzate da un’elevata persistenza ambientale. EFSA ed ECHA stanno infatti collaborando per approfondire le modalità con cui i pesticidi contenenti PFAS si degradano formando TFA, il comportamento della sostanza nel suolo e nelle acque e la sua permanenza nell’ambiente. I risultati di questo lavoro sono attesi nel corso del prossimo anno e potranno costituire la base per eventuali ulteriori interventi normativi.

L’aggiornamento pubblicato dall’EFSA non modifica direttamente i limiti di legge applicabili agli alimenti, ma rappresenta un importante riferimento scientifico che sarà preso in considerazione dalla Commissione europea e dagli Stati membri nella definizione delle future misure di gestione del rischio. Le nuove indicazioni potranno influenzare la valutazione dei prodotti fitosanitari, i programmi di monitoraggio ambientale e alimentare e, più in generale, le strategie europee volte a garantire un elevato livello di protezione della salute dei consumatori.

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