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Inquinanti nelle acque, nuovi standard UE per PFAS, farmaci e pesticidi - Opra Lazio
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Inquinanti nelle acque, nuovi standard UE per PFAS, farmaci e pesticidi

Inquinanti nelle acque, nuovi standard UE per PFAS, farmaci e pesticidi

Argomento

Ambiente

Principali contenuti 

Il 2 settembre 2026 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea la risoluzione legislativa con cui il Parlamento europeo, il 26 marzo scorso, aveva approvato in seconda lettura la posizione del Consiglio sull’aggiornamento della disciplina relativa agli inquinanti delle acque superficiali e sotterranee. Con quella decisione il Parlamento aveva constatato l’adozione dell’atto secondo la posizione del Consiglio e disposto i successivi adempimenti di firma e pubblicazione.

Il provvedimento legislativo risultante da tale procedura è la direttiva (UE) 2026/805, adottata il 30 marzo, pubblicata il 20 aprile 2026 ed entrata in vigore il 10 maggio. La direttiva modifica tre atti fondamentali della politica europea delle acque: la direttiva quadro 2000/60/CE, la direttiva 2006/118/CE sulle acque sotterranee e la direttiva 2008/105/CE sugli standard di qualità ambientale. Gli Stati membri devono recepirla entro il 21 dicembre 2027.

Uno degli interventi principali consiste nell’ampliamento e nell’aggiornamento degli inquinanti sottoposti a controllo. Per le acque superficiali vengono introdotte nuove sostanze prioritarie e nuovi standard, riguardanti tra l’altro bisfenolo A, carbamazepina, claritromicina, diclofenac, eritromicina, estrone, ibuprofene, glifosato, argento, diversi pesticidi e PFAS. Per questi ultimi la disciplina considera una somma di 25 sostanze, comprendendo anche l’acido trifluoroacetico nell’ambito del parametro previsto.

Anche la disciplina delle acque sotterranee viene rafforzata. I nuovi standard di qualità comprendono PFAS, carbamazepina, sulfametossazolo, primidone, metaboliti non rilevanti dei pesticidi e la somma di tricloroetilene e tetracloroetilene. La direttiva introduce inoltre un sistema più armonizzato per i valori soglia relativi ad alcuni inquinanti e prevede ulteriori riesami per sostanze e gruppi di sostanze emergenti.

L’applicazione è scandita da più fasi. I nuovi standard per le sostanze introdotte nelle acque superficiali e sotterranee acquistano efficacia dal 22 dicembre 2027; per tali sostanze gli Stati membri devono predisporre programmi supplementari di monitoraggio entro la stessa data e programmi preliminari di misure entro il 22 dicembre 2030. L’obiettivo generale fissato per il conseguimento del buono stato chimico rispetto alle nuove sostanze è il 22 dicembre 2039, ferme le condizioni previste dalla disciplina sulle eventuali proroghe.

In pratica, la direttiva è rivolta agli Stati membri e la pubblicazione della risoluzione del 2 settembre non determina, da sola, nuovi limiti immediatamente applicabili alle imprese. Per le aziende con scarichi industriali o processi che impiegano PFAS, farmaci, pesticidi, bisfenoli, metalli o altre sostanze interessate è però opportuno seguire il recepimento nazionale e i successivi aggiornamenti della pianificazione e delle autorizzazioni ambientali. In preparazione, può essere utile verificare quali nuovi inquinanti siano presenti nei processi e negli scarichi e confrontarli con i dati di monitoraggio disponibili: si tratta di un’attività preventiva, distinta dagli obblighi che saranno definiti attraverso l’attuazione nazionale della direttiva.

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