L’Inail ha pubblicato una monografia dedicata alla gestione del rischio amianto negli edifici, pensata come strumento pratico per proprietari, gestori, datori di lavoro e tecnici. Il punto di partenza è chiaro: a più di trent’anni dal divieto di impiego, l’amianto è ancora presente in molti edifici e il rischio va gestito in modo organizzato, non occasionale.
La guida non introduce nuovi obblighi, ma aiuta a leggere in chiave operativa un quadro già noto. Richiama infatti la legge n. 257/1992, che ha vietato l’amianto, e il decreto ministeriale 6 settembre 1994, che detta criteri tecnici per valutazione del rischio, controllo, manutenzione e bonifica dei materiali presenti negli edifici. Il messaggio è che la gestione non coincide automaticamente con la rimozione: prima occorre sapere dove il materiale si trova, in che stato è e quale rischio reale comporta.
Sul piano pratico la pubblicazione accompagna il lettore nelle fasi essenziali: censimento dei materiali contenenti amianto, verifica delle condizioni di conservazione, controlli periodici, manutenzione, informazione di lavoratori e occupanti e corretta organizzazione degli eventuali interventi. In sostanza, chi gestisce l’edificio deve costruire un sistema documentato di controllo.
Il tema dei ruoli è centrale, perché il rischio non riguarda soltanto le imprese che eseguono bonifiche, ma anche chi ha la disponibilità dell’immobile e deve decidere come controllare, mantenere o mettere in sicurezza i materiali presenti. Nei luoghi di lavoro, inoltre, il quadro si collega agli obblighi del D.Lgs. 81/2008. Servono mappatura, valutazione tecnica, controlli nel tempo e scelte coerenti sul mantenimento in sicurezza o sulla bonifica.
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