Il 31 marzo 2026 scade il termine entro il quale le imprese devono trasmettere alla Commissione europea i dati relativi alle attività svolte nel 2025 riguardanti le sostanze che riducono lo strato di ozono. L’obbligo riguarda, in particolare, le informazioni su produzione, importazione, esportazione, utilizzo e distruzione dei gas disciplinati dalla normativa unionale.
Il riferimento normativo è il Regolamento (Ue) 2024/590, che nell’allegato VI individua l’elenco delle sostanze soggette a comunicazione, tra cui clorofluorocarburi (Cfc), idroclorofluorocarburi (Hcfc), Halon e altri composti dannosi per l’ozono. Ai fini dell’adempimento, la nozione di “produzione” comprende anche le quantità generate in modo non intenzionale, ad esempio come sottoprodotti dei processi industriali, purché non vengano distrutte durante la lavorazione o tramite procedure documentate conformi. Sono invece escluse le sostanze oggetto di riciclo o rigenerazione.
La trasmissione dei dati deve avvenire esclusivamente per via telematica, attraverso il sistema di licenze Ue, al quale le imprese devono registrarsi preventivamente.
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