30 Mar Focolaio di listeriosi in Francia collegato a prodotti di salumeria pronti al consumo
Argomento
Focolaio di Listeriosi associato al consumo di prodotti RTE, in particolare Pâté en croûte, contaminati da Listeria monocytogenes, prodotti da azienda francese
Tipo di provvedimento
Richiamo dei prodotti e sospensione della commercializzazione da parte delle autorità sanitarie, con pubblicazione sul portale Rappel Conso
Principali contenuti
Un focolaio di Listeriosi associato al consumo di prodotti di salumeria pronti al consumo (ready-to-eat, RTE) ha provocato dodici casi di malattia e due decessi in Francia. Tutti i pazienti coinvolti hanno richiesto il ricovero ospedaliero.
Le indagini condotte dalle autorità sanitarie francesi hanno identificato l’azienda Drôme Ardèche Tradition come produttore degli alimenti coinvolti. In seguito alla conferma del collegamento tra i casi clinici e i prodotti alimentari, è stato avviato un richiamo dal mercato e le autorità hanno disposto la sospensione della vendita dei prodotti provenienti dallo stabilimento interessato. Secondo quanto riportato da Santé Publique France, i dodici casi confermati di listeriosi sono stati individuati grazie a un’indagine epidemiologica e microbiologica realizzata in collaborazione con la Direction Générale de l’Alimentation (DGAL) e con il Centre National de Référence des Listeria monocytogenes. Durante queste attività sono stati raccolti campioni positivi per Listeria monocytogenes tra il 13 ottobre 2025 e il 23 gennaio 2026. Le analisi genetiche hanno dimostrato che i ceppi isolati dagli alimenti coincidevano con quelli riscontrati nei pazienti, confermando il legame tra i prodotti e il focolaio epidemico.
La maggior parte dei casi è stata registrata nel gennaio 2026, mese durante il quale sono stati segnalati sette pazienti. Successivamente, non sono stati identificati nuovi casi dopo l’11 febbraio 2026, segnale che le misure di controllo e le attività di indagine potrebbero aver contribuito a interrompere la catena di esposizione. Le interviste epidemiologiche condotte all’inizio di febbraio hanno permesso agli investigatori di individuare un possibile alimento comune consumato da diversi pazienti: il Pâté en croûte, una preparazione gastronomica tradizionale francese composta da carne cotta racchiusa in una crosta di pasta. Le successive indagini di tracciabilità hanno stabilito che questi prodotti provenivano dallo stabilimento della società Drôme Ardèche Tradition, situato a Bourg-de-Péage. A seguito dell’ispezione effettuata presso il sito produttivo, le autorità hanno ritenuto possibile che la contaminazione si fosse verificata dopo la fase di cottura, probabilmente durante le operazioni di manipolazione o confezionamento dei prodotti. Di conseguenza è stata disposta la sospensione della commercializzazione dei prodotti potenzialmente contaminati e il 5 marzo 2026 è stato avviato il richiamo degli alimenti già distribuiti sul mercato. L’elenco dei prodotti interessati è stato pubblicato sul portale pubblico francese Rappel Conso, che raccoglie le informazioni ufficiali relative ai richiami alimentari.
L’analisi dei casi clinici mostra che le persone colpite erano prevalentemente soggetti vulnerabili. Il focolaio ha interessato sette donne e cinque uomini con un’età compresa tra 34 e 93 anni, con un’età mediana di 81 anni. Undici dei dodici pazienti avevano più di 65 anni e dieci presentavano condizioni predisponenti, tra cui patologie oncologiche, diabete, insufficienza renale cronica o condizioni legate all’età avanzata. Dal punto di vista clinico, otto pazienti hanno sviluppato batteriemia, tre hanno manifestato infezioni neuromeningee e in un caso è stata osservata un’infezione materno-neonatale. I casi sono stati segnalati in diverse regioni del Paese, con la maggior parte concentrata nella regione di Auvergne-Rhône-Alpes, dove sono stati registrati nove pazienti. Gli altri casi sono stati rilevati nelle regioni di Bourgogne-Franche-Comté, Normandy e Nouvelle-Aquitaine.
Questo episodio rappresenta un ulteriore esempio del rischio rappresentato da Listeria monocytogenes nei prodotti pronti al consumo, in particolare quando la contaminazione avviene dopo la fase di trattamento termico. La capacità di questo microrganismo di persistere negli ambienti di lavorazione e di contaminare gli alimenti nelle fasi finali della produzione rende fondamentale l’adozione di rigorosi programmi di monitoraggio ambientale, sanificazione e controllo nei reparti di post-processo. Per il settore alimentare, casi come questo evidenziano l’importanza di sistemi di sorveglianza microbiologica efficaci e di una tracciabilità in grado di supportare interventi rapidi di richiamo e gestione del rischio per la salute pubblica.
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