Entro il 2040, le emissioni nette di gas a effetto serra in Europa dovranno essere ridotte del 90% rispetto ai livelli del 1990. Questo nuovo obiettivo si affianca al traguardo intermedio del 55% previsto per il 2030 e rafforza il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050, come stabilito da un recente provvedimento dell’Unione europea. Il regolamento (UE) 2026/667, pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 18 marzo, aggiorna il quadro normativo in materia climatica, attribuendo maggiore importanza sia agli assorbimenti naturali sia a quelli tecnologici di carbonio. L’obiettivo è garantire una transizione equa, competitiva e sostenibile anche dal punto di vista dei costi, con particolare attenzione alle Pmi, ai settori ad alta intensità energetica e alle famiglie più vulnerabili.
Per facilitare il raggiungimento dei target, il regolamento introduce anche una maggiore flessibilità tra i diversi settori economici: eventuali eccedenze di emissioni in un ambito potranno essere compensate da riduzioni ottenute in altri comparti. A partire dal 2036 sarà inoltre possibile utilizzare crediti internazionali di alta qualità, fino a un massimo del 5% dell’obiettivo complessivo fissato per il 2040, nel rispetto dei criteri europei e dell’integrità ambientale. Il provvedimento prevede anche lo slittamento al 2028 dell’obbligo, per le imprese dei settori edilizia, trasporti e piccola industria, di acquistare quote di emissione nell’ambito del sistema europeo di scambio (Ets2), inizialmente previsto per il prossimo anno.
Infine, dal 6 marzo 2027 e con cadenza biennale, la Commissione europea valuterà i progressi compiuti verso gli obiettivi fissati, tenendo conto delle più recenti evidenze scientifiche, dei progressi tecnologici e dell’evoluzione della competitività globale. Sulla base di queste analisi potranno essere proposte eventuali misure legislative correttive.