19 Ott Oli motore usati, INAIL approfondisce il rischio cancerogeno per i lavoratori
Argomento
Salute e sicurezza sul lavoro
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INAIL ha pubblicato un nuovo fact sheet dedicato all’esposizione professionale agli oli minerali precedentemente utilizzati nei motori a combustione interna. La normativa italiana include i lavori che comportano la penetrazione cutanea di questi oli tra i processi che espongono ad agenti cancerogeni e attribuisce particolare rilevanza alla via cutanea. Non sono invece stabiliti uno specifico tracciante dell’esposizione né un valore limite professionale riferito direttamente alla miscela degli oli motore usati.
Durante l’utilizzo nel motore, l’olio subisce fenomeni di degradazione e può accumulare IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), prodotti della combustione incompleta, particolato carbonioso e metalli derivanti dall’usura dei componenti, tra cui piombo, zinco, rame, cromo e nichel. È quindi necessario distinguere il prodotto nuovo dall’olio che ha già operato all’interno del motore.
L’esposizione professionale avviene soprattutto attraverso il contatto con la pelle, ad esempio durante il cambio dell’olio, per schizzi, utensili sporchi o superfici contaminate. È possibile anche un’esposizione inalatoria quando si formano nebbie o aerosol oleosi. La penetrazione cutanea degli oli motore usati è associata in particolare al rischio di tumori della pelle, oltre a dermatiti, allergie e sensibilizzazioni.
Il documento approfondisce anche le possibili modalità di monitoraggio. La contaminazione della cute può essere studiata mediante wipes, cioè garze o dischetti utilizzati per rimuovere il contaminante dalla superficie cutanea, oppure mediante dispositivi di intercettazione. Per il monitoraggio biologico INAIL indica, tra le possibili opzioni, il dosaggio dell’1-OHP (1-idrossipirene) urinario come indicatore indiretto dell’esposizione a miscele contenenti IPA. Il dato deve però essere interpretato con cautela perché può risentire, tra l’altro, di fumo, alimentazione e diversa composizione delle miscele.
Anche i metalli possono fornire informazioni aggiuntive, ma non esiste un unico “test dei metalli” valido per l’olio usato. Per il piombo sono disponibili valori limite professionali e biologici specifici; per altri elementi la valutazione presenta condizioni differenti e, nel caso del cromo, richiede anche di distinguere lo stato di ossidazione. Si tratta quindi di strumenti da scegliere sulla base della concreta composizione dell’esposizione e della valutazione effettuata da professionisti competenti.
Sul piano della prevenzione, INAIL richiama l’importanza di impedire il più possibile il contatto con la cute. Per le attività nelle quali permane un’esposizione residua sono indicati guanti resistenti agli agenti chimici, ad esempio in nitrile o neoprene di spessore adeguato, indumenti a maniche lunghe o tute e protezione degli occhi. In presenza di vaporizzazione o nebulizzazione possono essere necessari dispositivi di protezione respiratoria con filtri adeguati per vapori organici e particolato. Fondamentali sono anche la pronta sostituzione degli indumenti contaminati e l’accurata pulizia della pelle.
La pubblicazione INAIL non introduce un nuovo obbligo autonomo, ma richiama un rischio già ricompreso nella disciplina degli agenti cancerogeni. Quando dalla valutazione emerge un rischio per la salute dei lavoratori, trovano applicazione anche gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008 in materia di prevenzione, sorveglianza sanitaria e, nei casi previsti, registrazione dei lavoratori esposti.
Nella pratica, la novità interessa soprattutto officine meccaniche, manutentori di autoveicoli e mezzi industriali, imprese di trasporto, agricoltura, edilizia, industria meccanica, demolizione e trattamento dei veicoli, raccolta e gestione degli oli usati. Queste aziende dovrebbero verificare che la valutazione del rischio cancerogeno consideri espressamente il contatto con oli motore minerali usati, individuare le lavorazioni nelle quali possono verificarsi contaminazioni cutanee o aerosol e verificare l’efficacia delle misure tecniche, organizzative, igieniche e dei DPI adottati.
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