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Nucleare sostenibile, in Gazzetta la legge delega: al Governo 12 mesi per definire le nuove regole - Opra Lazio
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Nucleare sostenibile, in Gazzetta la legge delega: al Governo 12 mesi per definire le nuove regole

Nucleare sostenibile, in Gazzetta la legge delega: al Governo 12 mesi per definire le nuove regole

Argomento

Ambiente

Principali contenuti 

È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30 settembre 2026 la legge 29 settembre 2026, n. 169, che delega il Governo a costruire il nuovo quadro normativo italiano sull’energia nucleare sostenibile. La legge entrerà in vigore il 15 ottobre 2026 e da quel momento decorreranno i 12 mesi entro i quali dovranno essere adottati uno o più decreti legislativi attuativi.

La legge non autorizza direttamente la costruzione di nuove centrali e non introduce nell’immediato nuovi obblighi per le imprese. Definisce invece gli ambiti e i criteri che il Governo dovrà trasformare nella disciplina operativa relativa alla produzione e all’utilizzo dell’energia nucleare sostenibile, alla fabbricazione e al riprocessamento del combustibile, allo smantellamento degli impianti, alla gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito e alla ricerca e utilizzo della fusione nucleare.

Il Governo dovrà predisporre un programma nazionale per l’inserimento del nucleare sostenibile e della fusione nel mix energetico italiano, con l’obiettivo di contribuire alla neutralità climatica entro il 2050, alla sicurezza e indipendenza energetica e al contenimento dei costi dell’energia. Le tecnologie ammesse dovranno rispettare i criteri della tassonomia europea e gli standard tecnici dell’AIEA (Agenzia internazionale per l’energia atomica), comprendendo anche tecnologie modulari e avanzate.

Tra i criteri più rilevanti per le imprese vi è la futura introduzione di procedimenti abilitativi integrati di competenza del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) per sperimentazione, costruzione, installazione ed esercizio degli impianti. Il futuro titolo abilitativo dovrà sostituire autorizzazioni, concessioni, licenze, nulla osta e altri atti di assenso, con l’eccezione dei provvedimenti di valutazione ambientale; potrà inoltre costituire variante agli strumenti urbanistici. Queste semplificazioni, tuttavia, diventeranno operative soltanto con i decreti legislativi attuativi.

La delega prevede anche che venga disciplinato il riconoscimento di titoli e certificazioni già rilasciati dalle autorità competenti di Stati appartenenti alla NEA (Nuclear Energy Agency – Agenzia per l’energia nucleare) dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) o di altri Stati con i quali l’Italia abbia accordi bilaterali di cooperazione nucleare. Ciò non comporta un riconoscimento automatico già oggi, ma costituisce un criterio che dovrà essere disciplinato dai decreti attuativi.

I futuri decreti dovranno inoltre stabilire le condizioni per consentire anche a soggetti privati di partecipare alla sperimentazione di tecnologie nucleari avanzate, individuando requisiti, standard di sicurezza e criteri per la localizzazione dei siti.

Sul piano economico, la legge stabilisce il principio secondo cui gli operatori dovranno sostenere le garanzie finanziarie necessarie per l’intero ciclo di vita degli impianti, compresi i costi di disattivazione, gestione dei rifiuti radioattivi e combustibile esaurito fino allo smantellamento finale. A carico degli esercenti dovranno essere posti anche gli oneri dei controlli di sicurezza e radioprotezione e dovranno essere previste adeguate coperture finanziarie e assicurative contro i rischi dell’attività nucleare.

Un ulteriore capitolo riguarda i territori. I decreti dovranno prevedere forme di consultazione dei Comuni interessati e potranno stabilire misure compensative ambientali, territoriali ed eventualmente economiche, con costi a carico dei proponenti.

La legge comprende inoltre la disciplina dell’impiego dell’energia nucleare a bordo delle navi, la gestione dello stoccaggio e dello smaltimento dei rifiuti radioattivi e la possibile riorganizzazione delle competenze di vigilanza, anche valutando l’istituzione di un’autorità indipendente per la sicurezza nucleare.

Per gli investimenti connessi alla prima attuazione della delega vengono utilizzate risorse già assegnate al MASE pari a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029. Sono inoltre autorizzati 1,5 milioni di euro nel 2026 e 6 milioni nel 2027 per campagne informative rivolte ai cittadini e iniziative di informazione e consultazione delle popolazioni direttamente interessate.

Dopo l’adozione dei decreti legislativi, il Governo avrà ulteriori 24 mesi dall’entrata in vigore di ciascun decreto per adottare eventuali disposizioni integrative e correttive.

Nella pratica, per le imprese non nasce ancora un nuovo procedimento autorizzativo né la possibilità immediata di realizzare nuovi impianti. La legge apre invece la fase normativa che interesserà in prospettiva operatori energetici, società di ingegneria, produttori di componentistica, imprese di costruzione, gestori di rifiuti radioattivi, laboratori, università e imprese coinvolte nella ricerca e nelle tecnologie nucleari. Il passaggio decisivo sarà quindi rappresentato dai decreti legislativi da adottare entro dodici mesi dal 15 ottobre 2026.

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