logo

Iscriviti alla Newsletter
Ultimi Articoli
Direttiva EU contro il greenwashing e l'obsolescenza precoce
27688
post-template-default,single,single-post,postid-27688,single-format-standard,bridge-core-3.1.9,qi-blocks-1.3,qodef-gutenberg--no-touch,qodef-qi--no-touch,qi-addons-for-elementor-1.7.6,qode-page-transition-enabled,ajax_fade,page_not_loaded,qode-page-loading-effect-enabled,,side_area_uncovered_from_content,footer_responsive_adv,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-30.5.2,qode-theme-bridge,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-7.7.1,vc_responsive,elementor-default,elementor-kit-20362

Direttiva EU contro il greenwashing e l’obsolescenza precoce

Direttiva EU contro il greenwashing e l’obsolescenza precoce

Direttiva EU contro il greenwashing e l’obsolescenza precoce.

Un passo avanti importante per la tutela dei consumatori e la transizione verde.

La Gazzetta Ufficiale Europea ha pubblicato la Direttiva (UE) 2024/825 del 28 febbraio 2024, che introduce nuove misure per contrastare due fenomeni dannosi: il greenwashing (ambientalismo di facciata) e l’obsolescenza precoce dei prodotti.

Obiettivo: proteggere i consumatori da pratiche commerciali ingannevoli e aiutarli a fare scelte di acquisto più informate e sostenibili.

Le nuove regole in sintesi:

Stop al greenwashing:

  • Basta marchi di sostenibilità senza prove: solo quelli basati su sistemi di certificazione approvati o creati da autorità pubbliche saranno ammessi.
  • Niente più affermazioni generiche: vietato usare termini come “eco-friendly”, “biodegradabile” e “green” senza prove scientifiche.
  • Trasparenza su tutti gli aspetti: le informazioni ambientali devono riguardare l’intero ciclo di vita del prodotto, non solo un aspetto.
  • Neutralità climatica: non solo compensazioni: le aziende dovranno ridurre le emissioni di CO2, non solo compensarle.
  • Basta vantare obblighi come fossero un vantaggio: “non testato sugli animali” non è un plus per i cosmetici.

Fine all’obsolescenza precoce:

  • Basta indicazioni false sulla durata dei prodotti: le aziende dovranno fornire informazioni precise e verificabili.
  • No a inviti a sostituire prodotti prematuramente: i consumatori devono poter utilizzare i beni per un tempo ragionevole.
  • Riparabilità: stop alle bugie: le aziende dovranno dichiarare se un prodotto è realmente riparabile.

Etichettatura più chiara:

  • Via libera ai claim solo con prove scientifiche: niente più indicazioni ambientali generiche in etichetta.
  • Impegni di sostenibilità verificati: i green claim su benefici futuri dovranno essere supportati da piani concreti e verificabili.
  • Solo marchi di sostenibilità certificati: solo quelli approvati da autorità pubbliche saranno ammessi.

Entrata in vigore:

  • 26 marzo 2024: data di entrata in vigore della direttiva.
  • 27 marzo 2026: recepimento da parte degli Stati membri.
  • 27 settembre 2026: applicazione delle disposizioni.

Cosa significa per i consumatori:

  • Maggiore tutela: da pratiche commerciali ingannevoli.
  • Informazioni più chiare e affidabili: sui prodotti e servizi.
  • Strumenti per scelte di acquisto consapevoli e sostenibili.

La Direttiva 2024/825 rappresenta un passo avanti importante su due fronti:

  • Transizione verde: promuove prodotti e consumi più sostenibili.
  • Tutela dei diritti dei consumatori: garantisce informazioni accurate e scelte consapevoli.

Un risultato positivo per tutti: cittadini, ambiente e imprese che operano correttamente.