È stata pubblicata la Relazione annuale sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro relativa al 2025, trasmessa alle Camere il 30 aprile 2026. Il documento nasce dall’articolo 14-bis del D.Lgs. 81/2008 e serve a fotografare ogni anno lo stato della prevenzione in Italia e le linee di intervento che il Governo intende portare avanti.
La relazione non è una norma che introduce nuovi obblighi immediati per le imprese. Ha però un valore operativo importante perché raccoglie l’andamento infortunistico, attività di vigilanza, misure già adottate nel 2025 e programmi per il 2026. In questo modo consente a datori di lavoro, Rspp, consulenti e organismi di prevenzione di capire dove si stanno concentrando controlli, investimenti e indirizzi istituzionali.
Il quadro 2025 conferma che l’attenzione resta alta. Le denunce mortali in occasione di lavoro scendono da 686 a 674, ma restano critici costruzioni, manifattura, trasporto e magazzinaggio. Sul fronte vigilanza, la relazione evidenzia 13.263 provvedimenti di sospensione, di cui circa il 37% collegato a gravi violazioni in materia di sicurezza.
Per il 2026 la relazione collega gli interventi al nuovo quadro avviato con il decreto-legge n. 159/2025, alla strategia nazionale 2026-2030 e al Piano integrato per la salute e sicurezza. I temi pratici sono rafforzamento dei controlli, patente a crediti, qualificazione delle imprese, formazione, banca dati di vigilanza, fascicolo elettronico del lavoratore e maggiore attenzione ai settori più esposti.
Per le aziende la lettura utile è preventiva: verificare formazione, appalti e subappalti, procedure nei settori più rischiosi, controlli interni e documentazione. La relazione indica le priorità su cui prepararsi nel 2026.