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PFAS, aggiornate linee guida UE su schiume antincendio - Opra Lazio
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PFAS, aggiornate linee guida UE su schiume antincendio

PFAS, aggiornate linee guida UE su schiume antincendio

Argomento

Miscele e sostanze pericolose

Principali contenuti 

Le linee guida Ue riguardano la transizione dalle schiume antincendio contenenti Pfas verso schiume prive di fluoro. Interessano aziende, gestori di impianti, servizi antincendio e autorità che devono sostituire prodotti e sistemi senza ridurre la capacità di intervento in caso di incendio.

Il documento non introduce nuovi obblighi autonomi: è una guida tecnica non vincolante per applicare correttamente il quadro previsto da Reach, dal regolamento Pops e dalla nuova restrizione sulle schiume antincendio. Serve a programmare la sostituzione evitando soluzioni improvvisate e mantenendo insieme tutela ambientale e sicurezza antincendio.

Il primo controllo operativo è capire cosa è presente nel sito. Non basta verificare se un prodotto è indicato come privo di Pfos o Pfoa: occorre controllare schede tecniche, schede di sicurezza, etichette, analisi disponibili e storico degli impianti, perché potrebbero essere presenti altri Pfas o residui rimasti nelle attrezzature.

La guida insiste sulla pulizia e decontaminazione delle infrastrutture antincendio. Serbatoi, tubazioni, pompe, lance e sistemi fissi possono trattenere residui e contaminare la nuova schiuma priva di fluoro. La sostituzione va quindi pianificata con prove di compatibilità, procedure di lavaggio, gestione delle acque contaminate e verifica finale del risultato.

Il regolamento 2025/1988 ha inserito nell’Allegato Xvii del Reach una restrizione specifica per i Pfas nelle schiume antincendio. Il messaggio operativo è netto: mappare prodotti e impianti, pianificare la sostituzione, raccogliere e trattare separatamente schiume residue, acque di lavaggio e rifiuti contaminati, conservando evidenze utili in caso di controllo.

Sono infine richiamate le attività di supporto tecnico a livello unionale, svolte dalla Commissione europea in collaborazione con l’ECHA e gli Stati membri, con eventuale pubblicazione di ulteriori chiarimenti nella banca dati “Questions & Answers” dell’Agenzia.

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