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Cereulide nel latte artificiale, l’UE interviene per ridurre i rischi per i lattanti - Opra Lazio
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Cereulide nel latte artificiale, l’UE interviene per ridurre i rischi per i lattanti

Cereulide nel latte artificiale, l’UE interviene per ridurre i rischi per i lattanti

Argomento

Sicurezza alimentare, rischio da tossina cereulide prodotta da Bacillus cereus nel latte artificiale per lattanti.

 

Tipo di provvedimento

Rafforzamento dei controlli alle frontiere e obbligo di certificazioni analitiche dai fornitori cinesi.

 

Normativa di riferimento

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2016/127 DELLA COMMISSIONE del 25 settembre 2015 che integra il regolamento (UE) n. 609/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le prescrizioni specifiche di composizione e di informazione per le formule per lattanti e le formule di proseguimento e per quanto riguarda le prescrizioni relative alle informazioni sull’alimentazione del lattante e del bambino nella prima infanzia. 

 

Principali contenuti

La Commissione Europea ha adottato controlli più severi sulle importazioni di olio di acido arachidonico (olio AHA) dalla Cina, ingrediente utilizzato nella produzione di latte artificiale per lattanti, a seguito di un richiamo globale che ha interessato molti marchi noti. La causa del richiamo è stata individuata nella potenziale contaminazione da cereulide, una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus. Secondo l’agenzia di stampa cinese YiCai Global, la fonte sarebbe l’olio AHA fornito da Cabio Biotech, confermata dalle autorità europee.

A partire dal 26 febbraio, tutte le spedizioni di olio AHA dalla Cina dovranno essere presentate ai posti di controllo frontalieri dell’UE accompagnate da rapporti di laboratorio e certificati ufficiali rilasciati dalle autorità cinesi, che attestino l’assenza della tossina. Le spedizioni saranno inoltre soggette a controlli fisici e di identità con una frequenza aumentata del 50%, nell’ottica di prevenire la distribuzione di prodotti potenzialmente contaminati.

Il cereulide è una tossina termoresistente prodotta da Bacillus cereus, un batterio ubiquitario presente in suolo, acqua e materie prime agricole, noto per la sua capacità di formare spore estremamente resistenti che possono sopravvivere ai normali trattamenti termici industriali. In questo caso specifico il rischio non deriva dalla presenza del batterio vivo, ma dalla tossina già prodotta, che può provocare nausea, vomito e mal di stomaco improvvisi da mezz’ora fino a sei ore dopo l’ingestione. La cereulide è inoltre stabile al calore, al pH acido e agli enzimi digestivi, caratteristiche che ne facilitano la persistenza nelle matrici alimentari, compresi gli ingredienti lipidici come l’olio AHA.

I lattanti rappresentano una popolazione particolarmente vulnerabile in quanto il loro peso corporeo ridotto, il sistema immunitario immaturo e l’elevata dipendenza nutrizionale da un unico alimento rendono anche basse concentrazioni di tossina potenzialmente significative. L’EFSA e l’ECDC hanno comunque concluso che l’esposizione al cereulide nel latte artificiale è bassa e la maggior parte dei casi segnalati finora ha presentato sintomi lievi, anche se sono stati registrati alcuni ricoveri per disidratazione. Identificare e confermare i casi di intossicazione rimane una sfida, perché la tossina non è facilmente rilevabile nei campioni clinici.

La vicenda sottolinea come anche ingredienti minori possano rappresentare un rischio sanitario significativo se contaminati a monte della filiera. L’episodio dimostra l’importanza di qualificare attentamente i fornitori extra-UE e di integrare nei controlli industriali la verifica non solo della presenza del batterio, ma anche della tossina, che può resistere ai trattamenti standard di pastorizzazione o sterilizzazione. Le misure recentemente adottate dall’UE mirano a rafforzare la prevenzione lungo tutta la catena di approvvigionamento, garantendo che prodotti destinati ai lattanti siano sicuri e privi di contaminazioni da cereulide.

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