L’Italia ha aggiornato la normativa sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), recependo la direttiva europea (Ue) 2024/884. La novità principale riguarda la gestione e la ripartizione dei costi dei pannelli fotovoltaici a fine vita.
Il nuovo Dlgs n. 2026/2, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 6 del 9 gennaio, stabilisce che i produttori sono responsabili dei costi di smaltimento solo per i pannelli immessi sul mercato dopo il 13 agosto 2012, quando la normativa europea ha incluso questi apparecchi tra i Raee (direttiva 2012/19/Ue). Restano esenti i pannelli incentivati con il “Conto energia”, per i quali le spese di gestione a fine vita rimangono a carico del proprietario dell’impianto.
Il decreto chiarisce anche il trattamento dei cosiddetti Raee storici. Rientrano in questa categoria i rifiuti provenienti da apparecchiature immesse sul mercato fino al 13 agosto 2005, così come quelli immessi dopo il 15 agosto 2018 ma originariamente venduti prima di tale data. In questi casi, i costi di smaltimento spettano al produttore solo se il rifiuto deriva dalla sostituzione con un nuovo apparecchio; altrimenti, rimangono a carico del detentore o dell’impresa.
Per tutti i dispositivi immessi sul mercato dopo il 15 agosto 2018, invece, il produttore è interamente responsabile delle spese di gestione dei Raee.
Infine, il decreto aggiorna anche gli standard tecnici per la gestione dei rifiuti elettronici, sostituendo le precedenti norme Cei En 50419:2006-05 e Cenelec En 50419:2006-03 con le versioni più recenti Cei En 50419:2023-02 e Cenelec EN 50419:2022.
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