Senza Categoria - Opra Lazio https://opralazio.it Organismo Paritetico Regionale Artigianato Tue, 17 Jun 2025 09:20:10 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://opralazio.it/wp-content/uploads/2022/01/cropped-icona-32x32.png Senza Categoria - Opra Lazio https://opralazio.it 32 32 Inl: sanzione solo all’impresa per falso autonomo senza patente a crediti https://opralazio.it/inl-sanzione-solo-allimpresa-per-falso-autonomo-senza-patente-a-crediti/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=inl-sanzione-solo-allimpresa-per-falso-autonomo-senza-patente-a-crediti Tue, 17 Jun 2025 09:20:10 +0000 https://opralazio.it/?p=28787 Argomento SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Normative applicabili decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 – Gu serie generale n. 101 del 30 aprile 2008 – suppl. ordinario n. 108 Principali contenuti  L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (Inl), con la nota ministeriale del 4 giugno 2025 n....

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Argomento

SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

Normative applicabili

 

Principali contenuti

 L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (Inl), con la nota ministeriale del 4 giugno 2025 n. 964 chiarisce che se in cantiere viene trovato un lavoratore formalmente autonomo ma in realtà subordinato (ovvero “falso autonomo”) senza la patente a crediti, la sanzione non verrà applicata al lavoratore, ma all’impresa appaltante che lo ha impiegato. Il committente, invece, non è responsabile per non aver verificato la patente, poiché solo successivamente è stata accertata la natura fittizia dell’autonomia.

Le violazioni dell’impresa committente riguardano:

  • sanzioni per la riqualificazione del rapporto;
  • violazioni in materia di sicurezza sul lavoro;
  • mancata patente a crediti (se anch’essa ne era sprovvista).

Non si applica però la sanzione per omessa verifica della patente, prevista per i lavoratori autonomi, perché il lavoratore era in realtà subordinato.

Quello che l’Inl ribadisce è che solo le imprese che utilizzano falsi autonomi per eludere gli obblighi di legge vengono sanzionate, mentre i lavoratori non subiscono penalità improprie.

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Autorizzazione Reach sul DEHP: l’unione europea posticipa https://opralazio.it/autorizzazione-reach-sul-dehp-lunione-europea-posticipa/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=autorizzazione-reach-sul-dehp-lunione-europea-posticipa Thu, 28 Dec 2023 09:05:47 +0000 https://opralazio.it/?p=27448 Autorizzazione Reach sul DEHP: l’unione europea posticipa. La Commissione Europea ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il regolamento (UE) 2023/2482, che modifica la voce n. 4 dell’allegato XIV del regolamento 1907/2006 (REACH) in merito alle scadenze entro le quali presentare le domande di autorizzazione sull’uso del...

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Autorizzazione Reach sul DEHP: l’unione europea posticipa.

La Commissione Europea ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il regolamento (UE) 2023/2482, che modifica la voce n. 4 dell’allegato XIV del regolamento 1907/2006 (REACH) in merito alle scadenze entro le quali presentare le domande di autorizzazione sull’uso del bis(2-etilesil) ftalato (DEHP) nei dispositivi medici diagnostici.

In particolare, il regolamento sposta le date entro le quali far pervenire la domanda di autorizzazione alle seguenti:

  • 1° gennaio 2029 per gli usi nei dispositivi medici che rientrano nell’ambito di applicazione dei regolamenti (UE) 2017/745 e (UE) 2017/746;
  • 1° luglio 2030 per gli usi nei dispositivi medici che rientrano nell’ambito di applicazione dei regolamenti (UE) 2017/745 e (UE) 2017/746.

Il rinvio introdotto dal nuovo regolamento permette alle imprese di avere una deroga per poter preparare la domanda di autorizzazione per gli usi del DEHP nei dispositivi medici, che era previsto per il prossimo termine del 27 novembre 2023.

Il regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, avvenuta il 14 novembre 2023.

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RICHIESTA RLST https://opralazio.it/richiesta-rlst/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=richiesta-rlst Mon, 20 Feb 2023 10:37:22 +0000 https://opralazio.it/?p=27045 https://crmopna.it/opra/indexazienda.php?c=rBC/4lcCol5Nk2p0Dd3EAsOoac8yRcjQPcFDFq0H+oKavKc7IMIYoCs/tukFaaOLPWRuPgzZXhLDz51tFOfo7w==

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CORSO OPRA LAZIO 23/11/2022 (VALIDO PER AGGIORNAMENTO ANNUALE RLS/RSPP AGGIORNAMENTO QUINQUENNALE) https://opralazio.it/corso-opra-lazio-23-11-2022-valido-per-aggiornamento-annuale-rls-rspp-aggiornamento-quinquennale/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=corso-opra-lazio-23-11-2022-valido-per-aggiornamento-annuale-rls-rspp-aggiornamento-quinquennale Wed, 23 Nov 2022 15:37:40 +0000 https://opralazio.it/?p=26992 Di seguito foto del corso tenutosi presso l’Auditorium Antonianum Antonianum– Viale Manzoni, 1 – 00185 Roma Massimo Pieroni (RLST OPRA Lazio) con Valerio Pedemonti (Segretario OPRA Lazio)

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Di seguito foto del corso tenutosi presso l’Auditorium Antonianum Antonianum– Viale Manzoni, 1 – 00185 Roma

Massimo Pieroni (RLST OPRA Lazio) con Valerio Pedemonti (Segretario OPRA Lazio)

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Tumori professionali: la situazione in Italia https://opralazio.it/tumori-professionali-la-situazione-in-italia/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=tumori-professionali-la-situazione-in-italia Mon, 03 Oct 2022 09:45:23 +0000 https://opralazio.it/?p=26894 I tumori di origine professionale sono in aumento. I casi, riconosciuti da INAIL sono inferiori rispetto ai casi reali. Questo dato è confermato anche confrontando i dati con altre nazioni europee. I casi indennizzati dall’ Inail, sono solo il 5% delle tecnopatie, ma rappresentano il...

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I tumori di origine professionale sono in aumento. I casi, riconosciuti da INAIL sono inferiori rispetto ai casi reali. Questo dato è confermato anche confrontando i dati con altre nazioni europee. I casi indennizzati dall’ Inail, sono solo il 5% delle tecnopatie, ma rappresentano il 90% dei casi mortali determinati da malattie professionali.

 Sono considerati “professionali” i tumori nella cui genesi, l’attività lavorativa ha agito come causa o concausa. Più della metà, tra gli agenti chimici, fisici e i processi industriali classificati come cancerogeni (IARC), sono presenti negli ambienti di lavoro, o lo sono stati in passato. L’esposizione a uno o più di questi agenti durante l’attività lavorativa può quindi determinare l’insorgenza di un tumore di origine professionale.

La frazione di tumori attribuibile alle esposizioni professionali nelle nazioni industrializzate, considerando insieme uomini e donne, è dell’ordine del 4-5%.

Secondo la Iarc (International agency for research on cancer), il cancro provoca annualmente tra la popolazione mondiale oltre 8 milioni di morti e le previsioni sull’incidenza e sulla mortalità risultano in forte crescita.  In Europa, si calcolano, tra i 60 mila ed i 100 mila lavoratori deceduti in un anno a causa di neoplasie. In Italia si stima che ogni anno vi siano circa 10.000 nuovi casi di “tumori professionali”. Tale quota è importante, anche se molto inferiore rispetto a quella attribuibile al fumo di tabacco, che da solo è responsabile del 25-40% dell’insieme dei tumori.

l’INAIL ha riconosciuto mediamente poco più di 1000 casi all’anno di tumori professionali. Esiste quindi una forte sottostima del fenomeno, per cui va “perduto” il 90% dei tumori attribuibili alle esposizioni sul luogo di lavoro.

Le cause di questa sottostima si possono così riassumere:

  1. I tumori professionali sono clinicamente indistinguibili rispetto alle altre neoplasie.
  2. Il periodo di induzione-latenza (l’intervallo di tempo che intercorre tra l’inizio dell’esposizione a cancerogeni e la manifestazione clinica del tumore) è generalmente superiore a 10 anni.
  3. Per il clinico non è usuale né agevole la raccolta di una dettagliata anamnesi lavorativa, in cui siano individuate le esposizioni a cancerogeni.
  4. Non sempre i medici prestano la dovuta attenzione agli aspetti medicolegali connessi al riconoscimento delle malattie professionali.

 

Per l’Italia, la banca dati statistica dell’Inail, riporta che nel quinquennio 2012/16 i tumori sono pari al 5,25% delle tecnopatie ma causano il 95% delle morti per malattia professionale, così come sono preponderanti nel determinare i gradi più elevati di inabilità permanenti.

Quindi, le neoplasie, sono le malattie professionali a maggior gravità.

 

Principali tumori professionali

Distribuzione dei Tumori di origine professionale (Fig.1)

La metà delle neoplasie professionali sono quelli della pleura e del peritoneo. Un quarto quelle all’apparato respiratorio

La distribuzione dei tumori per settori di attività ricalca, in termini di valori assoluti, le stime sugli esposti ad agenti cancerogeni presenti in letteratura.

Come si evidenzia in fig, 1, le neoplasie della pleura e peritoneo e quelle dell’apparato respiratorio costituiscono quasi l’80% di tutti i tumori di origine lavorativa

 

Tumori e settori professionali

 

Tumori maligni della pleura e del peritoneo – settori economici maggiormente

associati alla malattia, in base al valore del PRR (anni di segnalazione 1999 – 2012)

 

PRR (proportional reporting ratio) Peso di uno specifico tumore sul totale delle malattie professionali di quel settore

 

L’analisi per il principale tumore professionale, quello della pleura e del peritoneo, evidenzia che nei trasporti marittimi e per vie d’acqua, e in costruzione di altri mezzi di trasporto, l’associazione sia maggiore rispetto ad altri settori.

Quindi i mesoteliomi hanno una forte associazione con i settori produttivi legati alle navi, sia in termini di trasporto che di costruzione. Questi tumori sono associati soprattutto all’esposizione all’amianto, materiale usato in passato per la coibentazione delle navi.

Per i tumori maligni dell’apparato respiratorio i comparti maggiormente associati alla malattia sono:

l’estrazione di minerali metalliferi e, a seguire, la – produzione di metalli e di leghe di metalli – i -trasporti marittimi e per vie d’acqua.

 

Associazioni tra tumori professionali ed i settori, in base al valore del PRR (anni 1999 – 2012)

(Banca dati MalProf – casi con nesso positivo)

Osservando tutte le associazioni tra tumori professionali e settori economici si notano altri valori elevati del PRR: l’associazione tra la preparazione e concia del cuoio, sellerie e calzature ed i tumori maligni delle cavità nasali; lo stesso tipo di tumori è molto legato anche all’industria del legno ed alla fabbricazione di mobili; inoltre, i tumori maligni della pelle sono fortemente associati al settore dell’agricoltura

Per quanto riguarda i tumori maligni dell’apparato respiratorio, i comparti coinvolti sono: l’estrazione di minerali metalliferi e la produzione di metalli e loro leghe. Per tali tumori sono associati ad agenti cancerogeni che vanno da alcuni metalli (arsenico, nichel e cromo) all’amianto e all’esposizione a radon rilevabile in rocce e suoli.

I tumori maligni della pelle fortemente associati al settore dell’agricoltura richiamano al fattore di rischio costituito dall’esposizione alla radiazione ultravioletta solare.

Iniziative Europee

Istituzioni internazionali sottolineano l’importanza delle misure preventive e protettive per la riduzione delle esposizioni lavorative a sostanze cancerogene. In tale quadro l’Unione europea (UE) ha intrapreso azioni a carattere normativo per orientare le politiche degli Stati membri. Una comunicazione della Commissione europea del 2009 fissa l’obiettivo per tutti gli Stati membri di dotarsi di piani nazionali integrati di lotta contro il cancro, in modo da ridurre il fenomeno del 15% “entro il 2020”. Inoltre, attraverso le direttive quadro 89/391 CE e 2004/37 CE vengono stabilite le regole cardine a cui attenersi per la protezione dei lavoratori dagli agenti cancerogeni. I Paesi membri hanno poi la possibilità di adottare valori limite nazionali più bassi rispetto a quelli fissati dall’UE.

 

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Punture di insetti, zoonosi e rischi sul lavoro https://opralazio.it/punture-di-insetti-zoonosi-e-rischi-sul-lavoro/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=punture-di-insetti-zoonosi-e-rischi-sul-lavoro Mon, 01 Aug 2022 10:08:45 +0000 https://opralazio.it/?p=26863 Nei mesi estivi, aumentano le attività all’aria aperta e si moltiplicano insetti con i quali i lavoratori vengono a contatto. Riportiamo di seguito alcuni elementi di rischio per i lavoratori. Punture di insetti o il semplice contatto (zanzare, vespe, zecche, mosche ecc.) possono portare a...

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Nei mesi estivi, aumentano le attività all’aria aperta e si moltiplicano insetti con i quali i lavoratori vengono a contatto. Riportiamo di seguito alcuni elementi di rischio per i lavoratori.
Punture di insetti o il semplice contatto (zanzare, vespe, zecche, mosche ecc.) possono portare a irritazioni allergie, shock anafilattico ma anche alla trasmissione di infezioni o malattie da animali all’uomo (zoonosi). A rischio i lavoratori agricoltori, forestali, guardia parchi e giardinieri, ma anche edili, impiantisti, allevatori, veterinari e addetti ai maneggi ecc.
Le zoonosi possono essere trasmesse direttamente o indirettamente tra gli animali e l’uomo, ad esempio attraverso punture di un insetto vettore, che trasmette virus, parassiti, batteri da un animale infetto all’uomo. Inoltre, le zoonosi possono essere trasmesse dal consumo di alimenti contaminati o il contatto con animali infetti.
Le zoonosi rappresentando il 75% delle malattie emergenti a livello mondiale. Nell’ultimo decennio in Europa e in Italia si è assistito al progressivo aumento di casi importati e autoctoni di malattie virali di origine tropicale. Le cause sono da ricercare sia nei cambiamenti climatici ad altri fattori come le migrazioni, modifiche dell’ambiente e dell’uso del territorio, incremento dei viaggi e del commercio di animali, ecc.

Punture di vespe api ecc.
Possono provocare reazioni cutanee molto forti. Di norma, l’ingresso del pungiglione nella cute induce localmente una tumefazione infiammatoria dolorosa; questa manifestazione si risolve dopo alcune ore ed è attribuibile alle sostanze velenose inoculate dall’insetto.
Nelle persone precedentemente sensibilizzate, invece, la puntura di vespa può causare una reazione allergica locale(eritema, edema esteso e dolore intenso) o sistemica(orticaria, e difficoltà respiratorie)
Nei soggetti allergici si può verificare una reazione repentina che porta allo “shock anafilattico” con possibile collasso cardiovascolare acuto e quindi anche la morte.
In letteratura è descritto un caso mortale di un manutentore di impianti elettrici punto da una vespa.

Categorie a rischio:
agricoltori, forestali, camerieri con servizi di ristorazione all’aperto, edili impiantisti ecc.

Misure di prevenzione:
Utilizzo di vestiti che non lascino scoperte parti del corpo (es. camicie a maniche lunghe, pantaloni lunghi, scarpe chiuse, calzettoni e cappello
Installazione di reti zanzariere in magazzini, luoghi di lavoro o altro. Uso di repellenti

Per Approfondire
https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/traumi-avvelenamento/morsi-e-punture/punture-di-insetti

Punture di zecche
Le zecche si situano sull’estremità delle piante erbacee e dei cespugli aspettando il passaggio di un animale al quale agganciarsi per nutrirsi (uomo incluso). Si insediano conficcando il rostro nella pelle e cominciando a succhiarne il sangue.
Le zecche sono pericolose poiché sono in grado di trasmettere all’uomo malattie come la “malattia di Lyme” o borreliosi, l’ehrlichiosi, le febbri da rickettsiae, la tularemia, la febbre Q, la babesiosi, l’encefalite virale e anche la febbre emorragica, associata a una particolare specie.

Categorie a rischio:
Agricoltori, giardinieri, addetti alla pastorizia,  forestali, addetti alla manutenzione delle reti elettriche (Enel) che hanno palificazioni e cavi che si estendono all’esterno, ecc

Misure di prevenzione:
Per la prevenzione delle infezioni occorre predisporre programmi d’intervento finalizzati all’igiene personale, all’igiene ambientale e all’igiene degli animali domestici.
Relativamente al primo punto è necessaria la sensibilizzazione della popolazione, potenzialmente esposta, attraverso adeguate campagne d’informazione. In particolare, sarà importante conoscere e identificare i primi segni e sintomi delle varie patologie trasmesse da zecche al fine di trattare precocemente le zone infettate.
Per quanto riguarda l’igiene ambientale e degli animali domestici, bisogna puntare al risanamento delle zone infestate da zecche. L’erba degli orti, dei campi e giardini va tenuta sempre ben tagliata; gli animali domestici devono essere periodicamente controllati.
Indossare scarpe chiuse e pantaloni lunghi. Indossare ghette o calzare stivali in gomma.
Impregnare di repellente calzettoni, ghette e pantaloni, prima di mettersi in cammino nei boschi. L’impregnazione completa di abiti è consigliata in particolare a guardie e operai forestali

Per approfondire:
https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-pubbl-zoonosi-trasmesse-da-zecche_6443122335273.pdf
Per le altre zoonosi, riportiamo la tabella allegata

Principali “zoonosi” che colpiscono, in Italia, i lavoratori

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Prevenzione rischi stress da calore https://opralazio.it/prevenzione-rischi-stress-da-calore/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=prevenzione-rischi-stress-da-calore Tue, 05 Jul 2022 13:22:44 +0000 https://opralazio.it/?p=26855 In questo articolo diamo, alcune indicazioni preventive per affrontare le ondate di calore che colpiscono il nostro paese, con particolare attenzione ai lavoratori. Le informazioni sono tratte da “La prevenzione del rischio da stress da calore negli ambienti di lavoro- Regione Emilia Romagna” e “Estate...

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In questo articolo diamo, alcune indicazioni preventive per affrontare le ondate di calore che colpiscono il nostro paese, con particolare attenzione ai lavoratori. Le informazioni sono tratte da “La prevenzione del rischio da stress da calore negli ambienti di lavoro- Regione Emilia Romagna” e “Estate sicura – caldo e lavoro – Guida breve per i lavoratori- INAIL” e dal sito del Ministero della salute “Ondate  di Calore”.

Estate 2022, è attivo il sistema nazionale sulla previsione delle ondate di calore. Sul sito del Ministero della Salute si possono consultare i bollettini a questo link:

https://www.salute.gov.it/portale/caldo/homeCaldo.jsp

le ondate di calore si verificano quando si registrano temperature molto elevate per più giorni consecutivi, spesso associate a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione

Per mettere in guardia sui possibili effetti sulla salute delle ondate di calore il ministero elabora dei bollettini giornalieri per 27 città con previsioni a 24, 48 e 72 ore.

I bollettini danno 4 classificazione di rischio:

Verde livello 0 rappresenta condizioni meteorologiche che non comportano un rischio per la salute della popolazione.

Giallo livello 1 di preallerta indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore.

Arancione livello 2 indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più fragili (Anziani, bambini, donne in gravidanza, giovani che svolgono un lavoro intenso all’aria aperta).

Rosso livello 3 indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Tanto più prolungata è l’ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute.

Ondate di calore e problemi per i lavoratori

L’esposizione a condizioni di scambio termico sfavorevoli per l’organismo umano rappresenta un problema anche in ambito occupazionale, soprattutto per i lavoratori che svolgono la propria mansione in ambienti esterni, esposti per lunghi periodi alla radiazione solare o che debbono lavorare in ambienti interni in prossimità di superfici o macchinari che emettono calore.

Le condizioni climatiche possono influenzare notevolmente alcuni ambiti lavorativi, come il settore edile, agricolo e della cantieristica stradale.

Uno sforzo fisico intenso e prolungato, uno stato di idratazione inadeguato, la necessità di indossare DPI che ostacolano la dispersione del calore corporeo, possono aumentare il rischio di sviluppare reazioni acute da calore specialmente in presenza di malattie preesistenti.

Ondate di calore ed effetti sulla salute

Durante le ondate di calore sono documentati effetti sulla salute (aumenti della mortalità, dei ricoveri ospedalieri, degli accessi al pronto soccorso), soprattutto in sottogruppi di popolazione più vulnerabili (anziani, soggetti con patologie croniche, bambini, donne in gravidanza, lavoratori all’aperto).

L’eccesso di calore può rivelarsi fatale quando esistono condizioni patologiche croniche che ostacolano i meccanismi compensativi della termoregolazione.

Le patologie associate alle alte temperature ambientali possono essere:

colpo di sole (rossore e dolore cutaneo, edema, vescicole, febbre, cefalea) – all’effetto dell’eccessiva esposizione ai raggi solari si aggiungono gli effetti del surriscaldamento e della disidratazione;

crampi da calore (spasmi dolorosi alle gambe e all’addome, sudorazione);

esaurimento da calore (abbondante sudorazione, astenia, cute pallida e fredda, polso debole, temperatura normale);

colpo di calore (temperatura corporea superiore a 40 °C, pelle secca e calda, polso rapido e respiro frequente, stato confusionale, deliri o convulsioni, possibile perdita di coscienza).

Anche gli infortuni sul lavoro possono essere correlati alle ondate di calore. Le elevate temperature possono causare malori o ridurre la capacità di attenzione del lavoratore e quindi aumentare il rischio di infortuni.

Durante le ondate di calore i tipi di infortunio e le modalità di infortunio più frequenti sono: incidenti di trasporto, scivolamenti e cadute, contatto con oggetti o attrezzature, ferite, lacerazioni e amputazioni.

I danni alla salute possono essere di tipo diretto: colpo di calore, sincope da calore, crampi, patologie a carico della pelle e delle ghiandole sudoripare, oppure indiretto, aggravando condizioni patologiche preesistenti, o creando condizioni di affaticamento che possono ridurre la capacità di attenzione del lavoratore ed aumentare il rischio di infortuni (es: infortuni alla guida di veicoli o nella conduzione di macchinari).

Stress termico e lavoro

Lo stress termico si verifica quando il sistema di termoregolazione dell’organismo fallisce. La temperatura dell’aria, il ritmo di lavoro intenso, la ventilazione, l’umidità, gli indumenti da lavoro, sono tutti fattori che possono concorrere allo stress termico. Inoltre, l’esposizione simultanea agli inquinanti atmosferici urbani, in particolare all’ozono, potenzia gli effetti delle alte temperature.

Nel luogo di lavoro il rischio di stress termico potrebbe non essere evidente. Il corpo reagisce al caldo aumentando il flusso sanguigno cutaneo e attraverso la sudorazione. L’aumento del flusso sanguigno e l’evaporazione cutanea permettono al corpo di raffreddarsi.

La valutazione del rischio microclima caldo negli ambienti di lavoro

Il microclima fa parte degli agenti fisici considerati dal Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008 e per i quali il datore di lavoro deve valutare il rischio di esposizione per i lavoratori e mettere in atto un sistema di prevenzione e protezione dal rischio., La valutazione dei rischi per la salute e sicurezza associati a condizioni microclimatiche sfavorevoli in tutti gli ambiti lavorativi deve essere eseguita in riferimento alle indicazioni generali contenute al capo I del Titolo VIII. La valutazione del rischio deve condurre a identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione, deve considerare la presenza di lavoratori particolarmente sensibili

Prevenzione indicazioni per i lavoratori

Bere in abbondanza acqua fresca a prescindere dallo stimolo della sete per prevenire la disidratazione;

Alimentarsi con cibi ricchi di sali minerali (frutta e verdura) e poveri di grassi;

Evitare bevande alcoliche e gassate;

Rinfrescarsi di tanto in tanto bagnandosi con acqua fresca;

Non lavorare da soli, se possibile.

Nei lavori all’aperto:

Non lavorare a torso nudo, ma indossare abiti chiari e leggeri, e un copricapo leggero;

Usare copricapo a falda larga e indumenti leggeri e traspiranti; sconsigliati cappello con sola visiera (non protegge collo e nuca) e indumenti a maniche corte o pantaloni corti;

Riposarsi in zone ombreggiate e fresche, aumentando la frequenza delle pause in caso di affaticamento.

Prevenzione indicazioni per il datore di lavoro

Consultare il bollettino di previsione e allarme per la propria città.

Nei giorni a elevato rischio ridurre l’attività lavorativa nelle ore più calde (dalle 14.00 alle 17:00) e programmare le attività più pesanti nelle ore più fresche della giornata.

Garantire la disponibilità di acqua nei luoghi di lavoro.

Inserire un programma di acclimatamento graduale e prevedere un programma di turnazione per limitare l’esposizione dei lavoratori.

Aumentare la frequenza delle pause di recupero, invitare i lavoratori a rispettarle.

Ove possibile mettere a disposizione dei lavoratori luoghi climatizzati in cui trascorrere le pause di interruzione del lavoro.

Mettere a disposizione idonei dispositivi di protezione individuali (DPI) e indumenti protettivi.

Prima dell’estate informare e formare i lavoratori sui rischi correlati al caldo.

Promuovere un reciproco controllo tra lavoratori.

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