
19 Mar Inail: andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali
Argomento
SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
Normative applicabili
- decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 – Gu n. 101 del 30 aprile 2008 – Suppl. Ordinario n. 108
Principali contenuti
Segnaliamo che l’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) ha rilasciato un approfondimento dal titolo “Andamento degli infortuni sul lavoro e della malattie professionali”. Il documento è curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto.
Dall’analisi degli infortuni in occasione di lavoro riconosciuti dall’Inail, al netto di quelli occorsi agli studenti o causati da animali, emerge che nel 2023 i casi di aggressioni e minacce sono stati 6.813, il dato più elevato dopo quello registrato nel 2019. Rispetto al 2022 l’incremento è pari all’8,6% e cresce fino al 14,6% per le donne, fermandosi invece al 3,8% per gli uomini.
L’istituto rileva anche come la maggior parte di questi episodi (61%) siano esercitati dapersone esterne all’azienda (ad esempio in occasione di rapine e aggressioni ad autisti o a personale sanitario) e in minor misura riconducibili a liti e incomprensioni tra colleghi.
Il settore più colpito è quello della Sanità e assistenza sociale. Nel quinquennio 2019-2023 poco meno del 45% degli infortuni per violenze e aggressioni ha riguardato le lavoratrici, percentuale che sale al 48% se si considera solo l’ultimo anno.
Tra le professioni più colpite figurano appunto le infermiere, gli operatori sociosanitari e socioassistenziali nella Sanità e assistenza sociale, i conduttori di veicoli e i capi treno ferroviari nel Trasporto. Altre figure particolarmente soggette a violenze e minacce sono i vigili urbani, che raccolgono l’80% dei casi del comparto pubblica amministrazione, le insegnanti, in particolare quelle delle scuole primarie nel conto Stato, e gli addetti alle vendite, col 45% dei casi del Commercio.
È importante ricordare come una corretta conoscenza e valutazione dei rischi in ottica di genere è imprescindibile per l’attuazione di interventi di prevenzione più mirati ed efficaci. A questo scopo l’Istituto ha promosso il progetto “Valutazione dei rischi in ottica di genere”, che supporta i datori di lavoro con strumenti di facile utilizzo.
Ambienti di lavoro stressanti e ostili, carichi di lavoro eccessivi, ma anche discriminazione e molestie psicologiche e sessuali possono comportare, in mancanza di consulenza e supporto psicologico, gravi rischi per la salute mentale.
Un altro rischio importante è rappresentato dalle aggressioni da parte di animali, di grande rilevanza in diversi settori, dall’agricoltura all’allevamento, dalla sanità veterinaria alla gestione di parchi e riserve naturali. Questi incidenti possono causare lesioni di varia gravità, da semplici graffi e morsi a fratture, lussazioni e, in rari casi, anche decessi.
Tra il 2019 e il 2023 sono stati almeno 7.200 i casi riconosciuti dall’Inail come aggressioni sul lavoro da parte di animali. Da un’analisi ad hoc sul tipo di animale protagonista dell’aggressione, quello che causa più infortuni sul lavoro non è da allevamento, bensì uno molto comune nelle nostre case: il cane. Nel 60%-70% dei casi osservati, infatti, l’aggressione si concretizza in morsi di cani. Seguono con circa il 15% i bovini, che con calci o semplici spinte e schiacciamenti che possono causare lesioni ai lavoratori. Quasi altrettanto numerosi gli infortuni generati da punture di insetti (14%). Più contenuti gli incidenti con cavalli (3%, imbizzarriti calciano o disarcionano), suini (1%, soprattutto morsi) e ovini (1%, per calci, morsi e cariche). Gli animali più pericolosi, però, sono quelli più piccoli: sei dei nove decessi riconosciuti in occasione di lavoro nell’intero periodo sono stati causati da shock anafilattico per la puntura di api, vespe o calabroni.
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